Sempre la stessa musica
La cosa merita un frammento speciale: gli Om hanno pubblicato il loro secondo cd, ovvero il primo, ma sulla questione ho sempre avuto le idee poco chiare. Chi sono gli Om? Potrei dire che sono una specie di costola di :duepunti, ma sarebbe falso, pretestuoso e poco pratico. Gli Om sono da sempre un polmone di :duepunti. Nati dopo la costituzione del nostro cenacolo (era il 1998?) sono diventati l’antagonista principale di :duepunti, quando le nostre riunioni hanno cominciato a svuotarsi dell’improvvisazione musicale – in origine ogni lettura, ogni serata, era sempre accompagnata da un codazzo di suoni, rumori e spernacchiamenti che facevano parte delle nostre sperimentazioni preferite. Poi è iniziata la stagione delle “prove” di GS e del suo gruppo. E inevitabilmente l’ho presa come un mezzo tradimento.
GS ha trovato la sua valvola di sfogo nella musica, anzi qualcosa di più. La musica è la sua dimensione creativa naturale. Il rumore, il caos, l’accordo di suoni, la festa, il silenzio, tutto insieme. Sono stato molto invidioso di quel mondo da cui ero escluso, causa profonda avversione alla disciplina che impone la musica. Ho anche provato a suonare la chitarra per anni, ma sono riuscito soltanto a produrre delle piccole callosità sulla punta delle mie dita che mi hanno reso ancora più insensibile alle vibrazioni delle corde. La musica per me è solo questo: vibrazione. Preferisco esserne travolto/stravolto. Meglio così. Meglio ascoltare Jimi Hendrix, i Cure, i Rem, i Police e Nick Drake, e ancora Badly Drawn Boy, i Blur e Imogen Heap fino allo sfinimento, meglio lasciare a Prokoviev, Stravinskij, Schömberg, Webern, Debussy e Glenn Gould, Sakamoto, Reich, Glass il compito di disegnare il profilo dei miei paradisi artificiali.

Anche AlC ha sempre avuto una vita musicale, sin dai tempi della scuola quando l’ho conosciuto batterista per poi successivamente ritrovalo a strimpellare la chitarra e quindi voce dall’estensione prodigiosa e più recentemente compilatore di sonorità elettroniche. È sempre stato membro di una formazione pressappoco invariata ancora oggi (s’è solo ristretta a due soli membri: AlC e Edu il rosso). Ma è una cosa diversa. Forse semplicemente perché il mondo di GS è impenetrabile mentre quello di AlC è sempre ben tirato a lucido, razionale, digitale, tanto da dare l’illusione che sia anche pienamente accessibile. E poi forse anche perché AlC è dotato di una curiosità accesissima, rapida e di breve durata. Quando penso a lui mi viene in mente una delle immagini più poetiche che abbia trovato nelle pagine di Kafka. Lui è come quel tale che attratto dal ruotare della trottola la studia ossessivamente, come se aspettasse di trarre conclusioni definitive da quell’operazione, ma una volta terminata l’osservazione del fenomeno, e forse scoperte le cause, con una certa insoddisfazione se ne distoglie ed è pronto per nuove indagini.
Gli Om sono una costante. Chi sono gli Om? Sono degli amici che hanno fatto parte della nostra vita in ogni momento. C’erano alla prima assoluta di :duepunti quando abbiamo presentato il libro numero zero (Gianni Allegra, Scorci e squarci, 2004). Sono stati la colonna sonora improvvisata della nostra prima istallazione pubblica (Quello che resta di noi, Cripta sconsacrata della Chiesa dello Scavuzzo, Palermo 1998). Sono la nostra famiglia allargata e multicolore. C’è Gabriele A., un film-maker che suona la fisarmonica e sul palco è come vedere un film in bianco e nero di Chaplin o Buster Keaton, c’è una chitarra attaccata al collo di Marcello B., un ragazzone che di mestiere guarda le stelle, c’è (da poco / ma come fosse da sempre) il Maestro Ciccio P., che percuote qualsiasi cosa e che è un assiduo frequentatore del nostro ping-pong totale aziendale, e poi c’è GS, al basso elettrico che quando può passa al contrabbasso, con cui danza una specie di minuetto impacciato (mi ricorda tanto il balletto dei coccodrilli con gli ippopotami di un celebre cartone animato dei tempi d’oro della Disney). Chi sono gli Om? Gli Om suonano una musica strana che loro chiamano Naïf. Contaminazioni irridenti, sgangherate, a volte romanticherie insospettabili che giocano a travestirsi. A Palermo li conoscono tutti, in città nessuno avrebbe il coraggio di fare quello che fanno loro, sul palco e fuori. Io dico che sono il polmone di :duepunti, ma forse sono un polmone intelligente e fuori dall’ordinario per tutta la città, una città asfittica.
Giorno 2 giugno 2007 è stato presentato a Palermo, nello spazio teatro del Nuovo Montevergini, il loro cd: Bellomondo. Lo spettacolo è stato incredibile. Il concerto vero e proprio è stato preceduto dal loro primo videoclip. Perla di nonsense, ironico e onirico, mi si dice conseguenza di un sogno di Gabriele Ajello (quello che canta e suona la fisarmonica). A seguire la vera e propria festa in cui trovano spazio anche tutti quegli altri amici che nel tempo sono usciti dal gruppo ma non dalla nostra vita (gli amici degli Om tendono a fare famiglia): Nino il sax storico, Gabriele il “Vacca” primo percussionista e soprattutto Cippo il più folle e poetico degli Om, con il suo flauto traverso e gli interventi da saltimbanco. Si è trattato di una festa, perché gli Om sono bravi a fare questo: a trasformare il mondo che li circonda in un posto migliore, dove festeggiare è inevitabile. Una festa che ha raccolto sotto il palco una miriade di amici dispersi nel tempo, ma sempre pronti a ritrovarsi quando attacca la musica. Ultima nota, la più bella, viene dalla copertina del cd, il cui disegno è stato gentilmente concesso da Manfredi (il figlio di Marcello Barrale chitarrista-astronomo). Quattro figure sorridenti e tragiche come note sparse fuori dal pentagramma.

PER ULTERIORI DEPISTAMENTI